Gli 11 corti cancellati dalla storia

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Censored Eleven (letteralmente “gli undici censurati”, noto anche come Censored 11) è il nome con cui si fa comunemente riferimento a undici cortometraggi animati prodotti dalla Warner Bros. tra gli anni Trenta e Quaranta, appartenenti alle serie Looney Tunes e Merrie Melodies. Questi episodi furono ritirati dalla circolazione nel 1968 dalla United Artists, allora detentrice dei diritti di distribuzione, a causa dei contenuti ritenuti apertamente razzisti nei confronti della popolazione afroamericana.

Sebbene anche altri corti della Warner Bros. siano stati oggetto di censura per motivi simili, questi undici furono considerati irrimediabilmente problematici: nessuna modifica o taglio avrebbe potuto renderli accettabili per il pubblico moderno, secondo i criteri etici dell’epoca.

Da quel momento, i Censored Eleven non sono più stati trasmessi ufficialmente in televisione e hanno avuto un’unica proiezione cinematografica pubblica organizzata dalla stessa Warner Bros., nel 2010, all’interno di un evento speciale. Nonostante ciò, i corti sono riemersi nel corso degli anni attraverso copie non ufficiali e distribuzioni home video a basso costo, soprattutto in formato VHS e DVD.

Il caso Warner Bros

Durante il periodo di massima attività della Warner Bros. nell’ambito dell’animazione, la questione della censura nei cartoni animati si rivelava, sotto certi aspetti, più complessa rispetto a quella dei lungometraggi. Mentre questi ultimi venivano sottoposti a controlli e modifiche già a partire dalla fase di sceneggiatura, i cortometraggi animati erano generalmente valutati solo una volta completati. Questo portava i produttori a muoversi con estrema cautela per evitare problemi con le restrizioni imposte successivamente.

Nel 1983, il celebre regista Chuck Jones commentò in modo critico la pratica della censura televisiva sui cartoni animati Warner:
«Non mi piace affatto vedere i film tagliati. […] Fanno alcuni tagli così arbitrari e stupidi da non poterci credere».

Le emittenti televisive indipendenti, che trasmettevano in syndication i cartoni Warner, applicavano forme di censura meno rigide rispetto alle grandi reti nazionali come ABC e CBS. Alcune stazioni locali possedevano i diritti su episodi contenenti rappresentazioni oggi considerate razziste o stereotipate, ma spesso sceglievano semplicemente di non trasmetterli, piuttosto che modificarli o censurarli.

Locandina di The Isle of Pingo Pongo

Televisione e cartoni

Nel 1986, quando Ted Turner acquisì i diritti del catalogo Warner Bros. anteriore al 1950 dalla MGM/UA Entertainment Co., prese una decisione chiara e irrevocabile: i corti noti come Censored Eleven non sarebbero stati né trasmessi né distribuiti in alcuna forma commerciale. Questa scelta rifletteva la crescente sensibilità dell’epoca nei confronti del razzismo e della rappresentazione stereotipata degli afroamericani, elementi centrali di questi undici cortometraggi. I Censored Eleven furono così gli unici cartoni animati del vasto archivio Warner a non essere inclusi nella prestigiosa serie The Golden Age of Looney Tunes, pubblicata in formato LaserDisc da MGM/UA Home Video. Questa collezione, che raccoglieva centinaia di episodi classici delle serie Looney Tunes e Merrie Melodies, mirava a celebrare l’eredità dell’animazione americana ma, per precisa volontà di Turner, non comprendeva alcuna traccia dei contenuti più controversi e problematici dal punto di vista razziale.

Attualmente, la situazione dei diritti di distribuzione è frammentata e rispecchia le complesse fusioni e acquisizioni avvenute nel corso dei decenni. La Warner Bros. Pictures detiene oggi i diritti per la distribuzione cinematografica dei Censored Eleven, per conto di Turner Entertainment Co., mentre Amazon MGM Studios gestisce i diritti per la distribuzione home video, agendo per conto della United Artists. Nonostante l’esclusione ufficiale dalla circolazione, questi cortometraggi continuano a suscitare dibattito e interesse tra storici dell’animazione, studiosi di cultura popolare e collezionisti. La loro rimozione dagli archivi pubblici non ne ha cancellato l’esistenza, ma ne ha piuttosto accentuato il valore come documento storico, pur segnato da contenuti oggi considerati inaccettabili.

Angel Puss
Jungle Jitters

La rinascita dei Censored Eleven

Alla fine del XX secolo, i Censored Eleven hanno iniziato a suscitare un rinnovato interesse e a diventare più conosciuti dal pubblico e dagli studiosi di animazione. Nel febbraio 2010 è stato annunciato che questi cortometraggi avrebbero beneficiato di una proiezione speciale, realizzata a partire da copie restaurate in pellicola 35 mm. L’iniziativa è stata curata da George Feltenstein, vicepresidente della divisione catalogo di film classici della Warner Bros.

Il 24 aprile 2010, otto dei corti appartenenti ai Censored Eleven sono stati proiettati presso l’Egyptian Theatre di Hollywood. I tre titoli esclusi da questa proiezione sono stati Jungle Jitters, All This and Rabbit Stew e Angel Puss.

Tin Pan Alley Cats

Il ritorno mancato

Durante il New York Comic Con dell’ottobre 2010, la Warner Bros. annunciò l’intenzione di pubblicare i Censored Eleven in versione integrale e non censurata all’interno del programma Warner Archive, con un’uscita prevista per il 2011. Il progetto prevedeva un’edizione curata nei minimi dettagli, che avrebbe incluso non solo gli undici corti restaurati, ma anche altri rari cartoni animati d’epoca e contenuti extra.

Tuttavia, dopo quell’annuncio iniziale, non sono seguite ulteriori comunicazioni ufficiali. L’esperto di animazione Jerry Beck riferì successivamente che la pubblicazione era stata rimandata a tempo indeterminato, principalmente a causa delle scarse vendite riscontrate con le precedenti raccolte, come la Looney Tunes Platinum Collection.

All This and Rabbit Stew

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